About
WE DON'T BLEED WHEN WE DON'T FIGHT.superare =/= chiudere. L’ho sempre detto e cazzo, è vero. C’è solo un infinito limbo e una presenza silenziosa, a ultrasuoni. Costante. Ma cazzo, come fai a scrollarti di dosso le non-cose? Come fai a tappare un buco nero? Non ci riesco. Passeranno gli anni e una parte della mia testa, della mia anima (!) sarà rimasta lì, alla sua sinistra. Perché? Non lo so. E’ così e basta. E’ abbastanza inquietante, perché se nemmeno un livello di benessere e felicità come quello di questo periodo riesce a zittire le interferenze allora non so più a che santo affidarmi. Sarebbe diverso se fossimo state persone normali, se ci fossimo comportati da persone normali. CHE RATE mi fa rosica’ sta cosa perché è come se una parte di me, appunto, non fosse qui e ora dove dovrebbe essere ma altrove, in un universo parallelo passato, irrealizzato, irrealizzabile. Una parte di me intrappolata là per sempre. Mi sento così. Ed è inquietante sì, cazzo.
# May 27, 2012 / 3:58pm
I imagine what my body will sound like slamming against those rocks
and when it lands, will my eyes be closed or open?
# May 21, 2012 / 4:50pm
Perché le persone devono avere delle vite precedenti? Perché non esiste il reset? Come fai a pensare di amare una persona in modo totale e completo se ti sei persa vent’anni della sua vita? Cioè un buon 99,9%. Sono discorsi come al solito sconclusionati, però io mi sento proprio .___. , come già ebbi a dire. Eccheccazzo. Non è che è un vero e proprio problema, è una specie di.. barriera architettonica. Per come sono fatta io poi; suppongo che la gente normale non stia così tanto a rompere le palle su una cosa che è abbastanza ovvia. Cioè: è una cosa sormontabile. In mille modi. Epperò no io mi oppongo: non è mai del tutto superabile, materialmente, perché io effettivamente non ci stavo durante tutti gli stage della sua vita. Me li può raccontare tutti uno per uno, mi può fare la biografia, ma io non l’ho mai conosciuto a 15 anni, a 19, a 20 eccetera. Lo sento come un pezzo che mi manca, non so come dire. Ho questa mania della completezza. Per non parlare poi, d’accordo, del fatto che non volevo vedere quelle foto con la ex perché là inizio a sollevarmi dolcemente dal campo della logica (ma quando mai c’ero atterrata?) e a farmela prendere a male pensando che chi cazzo posso essere io per lui, non sarò mai all’altezza, non proverà mai tanto per me, cioè proprio le cose -.-, eppure sì le penso, perché tra l’altro dubito anche di me stessa; dubito di poter arrivare a trasmettere e dare nuovamente tanto, dubito di riuscire a raggiungere di nuovo quella purezza e intensità di sentimenti che ho avuto in passato, e mi rode perché vorrei ma sento che non ci riesco ancora, non ci riesco. E quindi? E quindi niente. E quindi vorrei sentirmi in due. Ma sento che stavolta è principalmente colpa mia.
E poi penso che CHISSENEFREGA sto bene e c’è tempo per qualsiasi cosa - tranne che per le pippe mentali.
# May 19, 2012 / 4:49am
fermateme, teneteme. fatemi andare a letto. drogatemi. legatemi.
lo ripeterò finché avrò sangue che scorre nelle vene: non sono fatta per stare insieme a qualcuno. e non è un patetico autoconvincimento. è così.
non contano i momenti in cui sto bene, quelli sono effimeri. sono quelli brutti che mi rimangono. che mi rimangono e che mi fanno pensare e che mi fanno ripensare. è meglio per me e per chi mi sta intorno. è più lineare così.
legatemi le mani, fatemi smettere di scrivere. datemi una botta in testa.
mica toocchiestoio.
# April 30, 2012 / 5:45pm
poi ieri Marta ha detto una cosa, il cui senso era: “non siamo mai stati amici, adesso non ha proprio senso frequentarsi; magari mi starebbe pure sul cazzo in quel ruolo là”. e niente, mi viene una sensazione brutta. è brutto non essere amici. bisognerebbe essere anche amici, bisognerebbe essere tutto, io vorrei tutto e per sempre, io mi fascio sempre la testa, mi immagino sempre la situazione peggiore, le cose che vanno a scatafascio, la fine, il deteriorarsi, la mancanza. io vivo di mancanze.
non essere mai stata vista da quella persona come un’amica. mi sembra una mancanza assurda. e d’altra parte che cazzo, se ti lasci mica puoi continuare a frequentarti e a scherzare e ad essere normale. anche se Marta e Ugo è proprio questo che hanno fatto. quindi non lo so. schifo, cacca, pupù.
è quel rapporto che ha con la sua migliore amica che tu non potrai mai avere, che mi lascia male. è sempre quella maledetta mania di protagonismo, di onnipresenza e onniscienza; ma perché non mi acquieto un attimo? perché non digerisco il fatto di non poter essere tutto?
in realtà non ci stavo pensando troppo (stavo cercando di) prima di ieri sera. proverò una lobotomia casareccia, via.
che poi in fondo ci sarebbe solo da dire: MA STICAZZI.
è solo che non mi convince fino in fondo, c’è qualcosa che mi sfugge. concretamente.
# April 15, 2012 / 1:49pm
dalla passione che metto nelle minchiate più infime capisco quanto io sia stata, sia e forse sarò sempre una megarepressa. non mi rimetterò MAI in pari con le vette raggiunte dalla mia immaginazione. con le cesellature e i dettagli infinitesimali, rifiniti e limati un giorno dopo l’altro, senza soluzione di continuità. no vabbè, era per dire. sono botte di consapevolezza. stacce, flà.
# April 15, 2012 / 8:47am
parlare al telefono: altra novità/cosa per la quale credo di non essere portata.
e invece lui è così rilassato e presente e caruccio e normale (nel senso di non ansieggiato, non ansieggiante) che viene quasi bene pure a me parlare di argomenti a caso, non necessariamente seri o influenti o programmati. cioè, così mi è sembrato. oggi.
# April 8, 2012 / 4:39pm
sensazioni di…pienezza. e di non so, normalità in senso bello. di giustezza e adeguatezza e “è esattamente questo che intendevo”. e domani pure i fbyc, cioè che combo pazzesca.
# April 6, 2012 / 6:13am
la cosa che mi lascia proprio —> .___. (faccia rappresentativa) è pensare che ognuno ha una vita alle spalle E che quando due persone si incontrano per la prima volta ciascuno ha con sé un bagaglio man mano sempre più voluminoso che…che come fai a condividere? devi farglielo esplodere in faccia in modo concitato e insensato o devi dispiegare tutte le cose piano piano, una per volta, mostrandogliele per bene sotto ogni piega, con perizia e pazienza? con il rischio che non ti basta una vita intera per fargliele vedere tutte. sono sicura che l’approccio migliore sia il secondo (migliore perché? non lo so.) ma migliore, in ogni caso, non vuol dire buono o che-eviti-sofferenza. perché già devo pensare alla sofferenza? non so. è la domenica. ORMAI è la parola che uso di più da un sacco di tempo, non so se è qualche lapsus freudiano o che cazzo ne so io. dico sempre “ormai”. triste. poi, più cresci e più cose ti porti appresso e più diventa arduo incontrarsi - in senso profondo - con qualcuno. mannaggia i pensieri sconclusionati. mannaggia la domenica, il cielo bianco.
il senso di essere, in ogni caso, sola. oscillare tra il voler essere tale ed essere costretta ad esserlo. quel tipico senso di è così, lascia stare, tanto è inutile.
ma che cazzo voglio dopo DUE SETTIMANE che conosco una persona? cosa vuoi flà? nulla, era tanto per dire.
mantenere lo sguardo fisso negli occhi di qualcuno è la cosa più difficile del mondo.
# April 1, 2012 / 8:39am
no regà non sono capace. le persone normali non sono capace a trattarle.
# March 24, 2012 / 7:39am
